sabato 17 luglio 2010

Due settimane, un eternità!

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Due settimane a volte sono un eternità sui mercati finanziari, a volte però staccare serve per guardare la situazione con quel distacco che il bombardamento quotidiano di dati macro, dati societari, analisi tecnica e fondamentale non ti permettono facilmente.

Ripartiamo da qui:
 Cosa è successo in due settimane?
1) Il dollaro si è fortemente indebolito su tutte le valute.
2) L'Euro ha smesso di perdere valore nei cross valutari (sul dollaro ovviamente si è rivalutato)
3) I tassi di interesse sui titoli di stato "safe heaven" (T-Bond e Bund) rimangono a livelli bassissimi.
4) Le borse occidentali hanno inanellato 9 sedute consecutive di sostanziali rialzi per poi vedere una forte seduta negativa Venerdi' scorso.
5) L'oro sta scontando una strana fase negative caratterizzata da forti movimenti ribassisti concentrati in pochi minuti di trading
6) Il petrolio (e il rame) continua ad essere debole, in particolare per gli europei. Nonostante gli enormi problemi generati dalla falla sul Golfo del Messico i massimi relativi a 90$ non sono stati neppure lontanamente sfiorati.
7) L'apertura della stagione delle trimestrali americane è stata positiva e a tratti eccezionale (Intel).
8) I dati macro USA rimangono estremamente negativi.
9) I tassi interbancari europei (Euribor) sono saliti in maniera molto veloce ma rimangono  ancora a livelli comunque storicamente  bassissimi.

Quale è lo scenario di riferimento?
lo scenario di Rischio Calcolato rimane ovviamente invariato ovvero:
1) E' in atto un processo epocale e difficilmente reversibile  di trasferimento della ricchezza (ovvero di potere di acquisto) fra i paesi occidentali e quelli emergenti.
2) In Europa i problemi riguardanti l'indebitamento dello stato sta portando ad una situazione di Deflazione da debito. gli stati Europei hanno deciso di pagare il debito pubblico accumulato (generato in parte dalla gestione della crisi, buona o cattiva che sia). Quindi stiamo assistendo ad una diminuzione dei trasferimenti ai cittadini sotto forma di aiuti diretti o servizi, oppure ad un aumento delle tasse. Tutto questo porta ad una caduta dei consumi o allo spostamento dei consumi verso prodotti più economici (Deflazione da debito).
3) Gli Usa sono in una situazione critica, non si possono permettere di attuare politiche restrittive interne , le uniche strade che possono percorrere sono quelle di tagliare i costi di mantenimento del loro status di superpotenza oppure ancora una volta stampare altri dollari nella speranza che il resto del mondo continui ad accettarli come mezzo di pagamento privilegiato.
4) Il Giappone resta un oggetto misterioso, perennemente in deflazione e con un debito pubblico (ma non totale) stratosferico. Lo yen continua a rafforzarsi sul dollaro mettendo in seria crisi l'industria giapponese, il nuovo esecutivo politico è debole e in crisi di consenso.
5) I paesi del Bric hanno saldamente i mano le sorti dell'economia mondiale e stanno lentamente sostituendo il consumatore americano come traino alle esportazioni per i paesi Europei.

Il Rialzo Azionario di inizio estate.....


 E' ora di interrogarsi su quale sia la relazione sulla capacità di generare utili delle grandi multinazionali che compongono gli indici di borsa più importanti e i dati macro che attestano disoccupazione, calo di fiducia, aumento delle sofferenze bancarie e i problemi di bilancio degli stati. Rischio Calcolato osserva come chi oggi compone gli indici S&P500 o Eurostoxx50 riesca comunque a produrre forti utili anche in una situazione di crisi, il significato di questa affermazione è profondo e verrà analizzato nei prossimi post. A livello molto rozzo si può dire che lo stato di salute economica delle grandi corporation sia sempre più staccato da quello degli stati e persino da quello di (quasi) tutti i lavoratori che le fanno funzionare.  Alla fine della favola quello che conta è il rapporto fra prezzo e utili: se le società quotate in un certo indice continuano a generare utili anche a dispetto della crisi e dei dati macro non c'è alcun motivo di pensare che quell'indice non debba continuare a salire.


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1 commenti:

Andre 19 luglio 2010 12:25  

bentornato FunnyKing, ho sentito la mancanza dei tuoi post... c'e' da dire che hai un tempismo perfetto per le ferie: hai centrato le due settimane peggiori (per chi e' rimasto in citta') dell'anno!

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