giovedì 12 agosto 2010

Italia (ed Europa) :Deflazione da debito

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Su tutti i giornali di oggi campeggia il triste elenco dell'aumento del costo dei servizi pubblici: (link)
.....L'anno scorso, secondo il ministero dell'Economia, "contrariamente agli sviluppi dell'anno precedente e in controtendenza rispetto all'evoluzione dell'inflazione complessiva (in calo allo 0,8% nel 2009, ndr), i costi dei servizi pubblici hanno fornito al sistema impulsi inflazionistici di una certa rilevanza". In particolare, per l'acqua potabile c'è stato un incremento medio annuo di quasi il 6%, dopo il +5% dell'anno prima, mentre per la raccolta dei rifiuti la crescita è stata del 4,5% (nel 2008 del 3,3%). L'anno scorso, spiega il Tesoro nella Relazione generale sulla situazione economica del paese, "i prezzi delle voci sottoposte a regolamentazione (tariffe energetiche escluse) hanno registrato fin dall'inizio dell'anno una ripresa della dinamica di crescita, con tassi saliti da poco meno del 2% al 3,5% circa di fine 2009. La risalita ha riguardato sia le tariffe controllate a livello nazionale sia quelle regolate localmente: per le prime l'accelerazione è risultata decisamente più forte (dallo 0,7% del primo trimestre al 3,2% dell'ultimo), ma è comunque rimasta su ritmi inferiori a quelle locali". In un'analisi per comparti, "nel corso dell'anno l'inflazione è risultata significativamente in aumento nei trasporti, essenzialmente per i rincari dei biglietti ferroviari e marittimi, e nelle comunicazioni, per gli adeguamenti dei servizi postali: in quest'ultimo caso, i prezzi hanno registrato una crescita annua (del 3% circa) dopo dieci anni di ribassi".....


Anche questa è deflazione da debito. Bisogna considerare le tariffe regolate per legge (sia pubbliche che private) alla stregua di imposizione fiscale. Fatta questa premessa è ovvio che il reddito disponibile per il libero mercato viene e verrà sempre più eroso dallo stato che deve ripagare il debito pubblico.
Appare chiaro che in uno scenario di questo genere e considerata anche la politica monetaria non espansiva adottata dalla BCE il mercato interno italiano (ed europeo) non potrà fare altro che contrarsi a meno di un improbabile nuovo boom economico mondiale.

I prezzi di servizi e beni sul mercato libero dovranno fare i conti con un sempre minore potere di acquisto dei consumatori e il risultato sarà la deflazione e il deleveraging, non una deflazione "normale" ma una deflazione da debito, uno scenario in cui "pur in presenza di prezzi decrescenti il potere di acquisto dei consumatori tenderà a diminuire" ovvero i redditi disponibili per l'acquisto di beni e servizi diminiuiranno più dei prezzi.

Non è un bello scenario ma è quello che ci aspetta per i prossimi anni.


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