sabato 27 novembre 2010

Tutto sommato, le tariffe minime degli avvocati non sono, in assoluto, il demonio

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Per cominciare, dividiamo il lato pratico dalle questioni di principio: per principio, sono contrario a gli ordini professionali, alle tariffe minime, alle imposizioni, e, già che ci siamo, pure alle tasse.


Sono, però, nella pratica, ancora più contrario all’idea che un professionista non debba guadagnare. Soprattutto, trovo orrenda la prospettiva che grandi aziende commerciali (per fare un esempio non casuale le COOP) assumano dei ragazzini neolaureati e, sottopagandoli, si mettano a fare politiche di “sottocosto” per attirare clienti e sbaragliare la concorrenza nel campo delle professioni, non importa quale in particolare, voglio evitarlo per tutte: legale, medica, ingegneristica, legale tutte...

Sono un imprenditore, se un professionista guadagna bene, posso sempre sperare che compri i miei prodotti. Se la classe media, invece, si estingue, mi estinguo pure io.

È di questi giorni la proposta di reintrodurre le tariffe minime per gli avvocati, in nome del liberalismo è partita una crociata che tende a combattere questo “ritorno al passato” (mi riferisco, ad esempio, ad una trasmissione dello stimatissimo, senza alcun livello di ironia, Giannino). Per quanto riguarda il principio, questa crociata è sacrosanta… ovvio, il ragazzino che voglia farsi un cliente avrà pur diritto di essere competitivo… ce l’ha. Lui sì che ce l’ha.

Non ce l’hanno, invece, aziende assai più grandi e forti finanziariamente che lo facciano sfruttando la loro posizione dominante cercando di eliminare la concorrenza per poi fare quello che vogliono o per trarre vantaggi in altri campi. Perchè, non illudiamoci che lo facciano per puro altruismo, se investono si aspettano di guadagnare molto di più dei soldi spesi.

So di andare controcorrente, ma credo che la reintroduzione delle tariffe minime non sia, di per se stessa, una cosa che faccia levitare i prezzi o elimini la concorrenza: sul fondo dell'articolo troverete, a titolo di esempio, una tabella con le tariffe relative al penale. Ovviamente sono vecchiotte, risalgono al 2004, ma vi prego di porvi un po' d'attenzione

Per cominciare concentratevi sulla parte sinistra della tabella ( dove sono indicati i prezzi relativi ai primi gradi di giudizio: difficile ci si affidi ad un neolaureato per andare in corte d'assise ).

Esaminate le tariffe e troverete che, ad esempio, la partecipazione ad un'udienza in camera di consiglio o dibattimentale costava, davanti ad un giudice di pace, dai 30 euro a tariffa minima, ai 60 euro a tariffa massima. Davanti ad un gip o ad un gup, dai 40 ai 90. Si arrivava, poi, a differenze tra la tariffa minima alla massima anche di 5 volte.

Questo è solo un esempio, vi consiglio di navigare un po' per la tabella e di farvi liberamente un'idea. Quella che IO mi sono fatto è che le tariffe minime sono "ragionevolmente basse". Per intenderci, se siamo disposti a spendere una certa cifra per l'intervento di un idraulico o per una messa in piega dal parrucchiere. Se la cifra è simile a quella che si paga per rifarsi le unghie o per una seduta di massaggi... Magari non mi sento fregato a pagarla ad un avvocato che mi ha evitato la galera.


Certo, se poi questi la tira per le lunghe e fa aumentare tempi ed udienze, vi fa 50 telefonate al giorno e le segna tutte, se vuole fregarvi... vi frega. Ma siate furbi e la volta dopo, o pure in corso d'opera, cambiate avvocato... Oppure vi fiderete di quel professionista, ed allora andrà bene così.


Un altro consiglio è quello di chiedere prima di farvi applicare le minime ed abbiate le palle di cambiare professionista se non lo fa. Conviene anche sapere in anticipo cosa troverete da pagare e quanto. Un esempio, scoprite se ogni telefonata verrà contabilizzata o se ve ne abbonerà qualcuna o la maggior parte.


Insomma, avete modo di difendervi.

mancano solo poche considerazione: considerazioni:
  • la prima è che non sono certo che un avvocato che pratichi le tariffe minime possa risultare "congruo" per il fisco. Perchè se i parametri degli studi di settore dicono che un avvocato paga tot, e non lo fa, sono problemi, suoi, non da poco.
  • la seconda è che il mio ragionamento è valido finché le tariffe restano in linea con quelle del 2004. Qualora venissero drasticamente rialzate... beh, ci riflettiamo di nuovo sopra.
  • La terza è che se, dio scampi, vi trovaste ad aver bisogno di un avvocato, dovete tenere presente una cosa. Quando tutto sarà finito, e do per scontato sarà finito bene, andrete nel suo studio e gli chiederete la parcella... a questo punto, se fosse (non ho detto che debba esserlo, solo che potrebbe) molto più alta di quanto poteste immaginare, e magari lui, spalancando le braccia, vi dicesse che, sì, voleva farvi pagare di meno, ma che, ahimè, l'ordine ha fissato delle tariffe... beh, a quel punto sta a voi. Potete essere arrivati preparati, con le tariffe scaricate, stampate ed in tasca, oppure no. Nel secondo caso non vi resterà che pagare. Nel primo... potrete controllare e, se come può (non deve, può), il vostro avvocato avesse applicato le tariffe massime... in tal caso sarete nella condizione di farglielo notare e di iniziare a trattare sul prezzo...
Perché va bene il rispetto per la professione, ma se il professionista si comporta come un qualsiasi mercante e cerca di farvi pagare il più possibile... in tal caso consiglio di ripassare l'esperienza fatta l'estate in spiaggia con il venditore di teli da bagno ed iniziare a trattare sul prezzo. Tenaci!





state all'occhio

Roberto67

di seguito... la tabella delle tariffe.













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1 commenti:

Alex 27 novembre 2010 10:05  

CM sempre nn è qstione di sistemi ma di persone ke interpretano qei sistemi. Occorre cioè un uomo nuovo x qst pianeta.
Ciò ke riguarda la sfera umana, uomo inteso nn cm semplice ammasso atomico senziente ma cm coscienza e psike, nn può essere lasciato al libero mercato.

Qsta dovrebbe essere una saggia evoluzione x l'Homo Sapiens Sapiens:

Il Capitalismo Circoscritto
http://isoladieden.wordpress.com/2009/11/11/il-capitalismo-circoscritto/

Alex
www.isoladieden.com

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