lunedì 29 novembre 2010

(micro) economia per IMBRANATI. La curva della domanda

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Il corso base, anzi, basic, di Rischio Calcolato per comprendere l’economia senza averla studiata. Adatto per tutti, anche per i leader politici.


oggi parliamo de



la CURVA DELLA DOMANDA
Nella prima lezione abbiamo introdotto una simpatica cosa chiamata curva dell’offerta.
Oggi vi tocca quella della domanda. Ho un sentimento ambivalente su questa curva: perché dice che i clienti possono comprare la mia merce, ma anche che per venderne devo tenere il prezzo basso, altrimenti me la tengo in magazzino ad aspettare che diventi invendibile perché vecchia.


Comunque, se avete già letto il primo capitolo, quello sulla curva di domanda, non vi sarà difficile comprendere come funzioni. In pratica funziona nello stesso modo, solo, anziché andare dal basso verso l’alto, scende.

Se ci pensate è semplice: meno costa una cosa, più è probabile che qualcuno la compri.




Nella figura potete vedere come la quantità cambia al cambiare del prezzo…
Diciamolo, questa è la curva che descrive il comportamento della signora Ubalda. La nostra eroina va al mercato e decide cosa comprare.
Se la roba che trova le pare troppo cara non la compra.



Anche questo modo di pensare, però, merita qualche commento:
la nostra eroina, attenta al portafoglio com’è, tra due oggetti esteticamente uguali, sceglie quello più economico. Facciamo l’esempio della borsetta comprata per strada da un “venditore ambulante abusivo”*. La nostra amica vedrà la borsetta e dirà “è identica all’originale. Costa un decimo, la compro”.






Solo che non considera alcuni fattori che potrebbero essere, invece (ove si presentassero) molto importanti. Per prima cosa la qualità: non è detto che la pelle sia infatti tale o di una qualità che permetta una durata paragonabile a quelle dell’originale. Sempre sulla qualità... mancando i controli, potrebbe capitare che, per tenere bassi i costi di produzione, siano state utilizzate sostanze economiche ma dannose come nickel per le parti in metallo o pigmenti al piombo per quelle in pelle.






Ci sono, poi, altri problemi che non dannegerebbero direttamente la nostra amica, ma che comunque non dobbiamo dimenticare. Facciamo un esempio: il costo di produzione che potrebbe essere radicalmente diverso per l’utilizzo di manodopera illegale e a basso costo che, oltre a costare meno, non porta con se i costi delle tasse o dello stato sociale.

Infine, domandiamoci: perché ad Ubalda piace quella borsetta? Le piace perché è alla moda. E perché è alla moda? Perché chi l’ha progettata ha poi investito una cifra spaventosa in pubblicità… Ubalda dice: “perché dovrei spendere soldi per la pubblicità?” Perché la pubblicità è l’unico motivo per cui quella specifica borsetta le appare bella e desiderabile




* per quanto mi riguarda ritengo un diritto fondamentale quello di poter comprare della merce e provare a rivenderla al prossimo. Per questo non ritengo negativo il comportamento dell’ambulante. Tuttavia non è negabile che questi faccia concorrenza ad altre aziende che, a differenza sua, si accollano altri oneri come le tasse, la previdenza ed il rispetto della miriade di norme che il nostro stato ci impone.





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