sabato 20 novembre 2010

Crisi in Grecia, ormai si discute solo del "Quando" verrà annunciato il Default.!

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Spostiamo per un attimo (ma solo per un attimo)  i riflettori dalla crisi Irlandese e torniamo ad occuparci del disastro greco. Prima di tutto facciamo un rapido riassunto delle puntate precedenti:


puntata 1) Eurostat il 15 novembre ha certificato che il deficit Greco nel 2009 è stato del 15,4% del Pil contro una stima iniziale del 13,6%, e il rapporto debito/Pil al 126,8% dal 115%. Dopo l'annuncio dell'Eurostat, il ministero greco delle Finanze ha ammesso che, tenendo conto delle nuove stime, il deficit di Atene nel 2010 sarà pari al 9,4% del Pil, un dato dunque superiore al 8,1% inizialmente previsto dal governo, mentre il debito salirà al 144% del Pil nel 2010 contro il 133,3% precedentemente indicato.

puntata 2) Il Deficit Commerciale Greco (da Gennaio a Settembre 2010) è stato di 17,1 mld di euro ovvero 22,8mld di euro su base annua, dato che il PIL 2010 della Grecia è stimato essere di 265mld di Euro, la Grecia avrà un deficit commerciale 2010 pari a circa l'8%. (tenete a mente questo dato)

puntata 3)il 16 Novembre l'Austria attraverso il suo ministro delle finanze Josef Pröll ha fatto sapere al resto di Europa di non essere affatto soddisfatta di "prestare" soldi alla Grecia almeno fino a quando lo stato ellenico non dimostrerà di potere effetivamente ripagare il capitale e gli interessi dovuti. Il governo austriaco ha parzialmente smentito assicurando la tranche di aiuti in scadenza a dicembre ma si è guardato bene di fare dichiarazioni che andassero oltre quella data.
Ora passiamo alle anticipazioni della prossima puntata:

puntata 4) Lunedì 22 Novembre: FMI e BCE completeranno la consueta ispezione (si svolge ogni 2 mesi) sullo stato dei conti Greci ,si sa già che sia i target di spesa (che rimane troppo alta) che quelli delle entrate fiscali non saranno raggiunti. Nonostante questo la tranche da 9mld di € di dicembre, soldi austriaci compresi, verrà erogata accompagnata dalla ormai consueta (come l'ispezione) promessa del governo Greco di una nuova stretta sui conti pubblici e sui cittadini greci.

Dal punto di vista del "settore privato", nuova espressione coniata in questo ultimo mese per nascondere  "grandi banche", vuole dire un altro mese di respiro, una chiusura di fine anno tranquilla senza dovere effettuare svalutazioni di bilancio e....ottima per salvare il corposo bonus di fine anno dei bankster.

Ma... fino a quando potrà andare avanti?

Come clamorosamente riportato sulle pagine dal Financial Times, da fonti bancarie (se lo dice FT..) sembra che attualmente non si stia più discutendo se la Grecia farà default ma su quando lo farà, in particolare ci si interroga se il governo Greco annuncerà il dissesto nel secondo oppure nel terzo trimestre 2011!!.

I leader politici Greci si sono resi conto che il piano triennale di risanamento imposto da FMI e UE sta portando il paese al disastro, tasse e tagli hanno un tale effetto depressivo sull'economia ( ma vah...) da rendere vani i tentatvi di fare tornare in equilibrio i conti. La Grecia sta dolorosamente prendendo atto che è impossibile gestire un debito del 144% del PIL, con un disavanzo commerciale dell'8% e un deficit/Pil 2009 del 9% (numeri da incubo), emettendo altro debito a tassi del 5-6% (tasso che la Grecia mediamente paga a FMI e UE).


Ma in ballo c'è una altra questione che riguarda direttamente la sovranità dello stato greco. Ad oggi il 90% del debito greco si trova fisicamente e giuridicamente nello stato ellenico. Questo significa che risulta facile un azione forzata di ristrutturazione attraverso un atto parlamentare, una legge che inquadri un meccanismo di haircut interno al quale sarebbe difficile opporsi per "chiunque" (si legge "qualunque banca").

I  prestiti di FMI e UE non ricadono sotto la giurisdizione ellenica, nessun atto parlamentare interno alla Grecia può favorirne la ristrutturazione, precisando meglio, nessun atto parlamentare interno alla Grecia può costringerne i sottoscrittori ad aderire in massa ad una ristrutturazione(come ad esempio successe in Argentina).  

Ecco perché in Grecia non si parla più di se ma solo di quando fare bancarotta.

Buon weekend

fonte:Financial Time (sito a pagamento)
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4 commenti:

Anonimo,  20 novembre 2010 16:26  

Salve,sono Giorgio da Atene, avevi pubblicato 1 settimana il mio commento sul tuo blog rispetto alla situazione drammatica in cui riversa la Grecia.Non ho capito chiaramente cosa intendi negli ultimi 2 paragrafi, in pratica il 90 % del debito greco sarebbe detenuto da banche greche e quindi il governo non avrebbe difficolta a fare haircut, e quinid non scontenterebbe i creditori stranieri?
Se sbaglio correggimi.
Saluti

FunnyKing 20 novembre 2010 17:39  

Ciao Giorgio, no non in banche greche (anche in banche greche ovviamente)ma sul territorio e sotto la giurisdizione greca.
Il debito pubblico come le altre forme di investimento è dematerializzato, e si scambia sotto forma di impulsi elettronici. Ma di fatto i titoli (al 90%) rimangono depositati presso il tesoro greco e quindi ricadono sotto la giurisdizione greca.

esempio
Una banca tedesca compra la titolarità di certificati che materialmente rimangono in Grecia e ricadono sotto le sue leggi (e il suo parlamento..).

Nel caso dei prestiti BCE e FMI no.
fk.

PS. se vuoi mandami altri articoli li pubblicherò volentieri, scrivi a rischiocalcolato@gmail.com

Anonimo,  20 novembre 2010 18:08  

It is as if they were borrowing from a Mafia loan shark to repay an advance from their grandmother.

:D :D

Dario

FunnyKing 20 novembre 2010 18:15  

Esatto.... Dario.... esatto.., in inglese è troppo bella.

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