giovedì 18 novembre 2010

Il Liberale: Detenute madri, la triste ritirata del Pd (Partitio democratico?)

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Il Liberale è Alessio di Carlo (breve biografia in fondo al post)

Detenute madri, la triste ritirata del Pd
di Alessio Di Carlo

Anche se dopo un travaglio lungo e difficile, il testo di legge che avrebbe dovuto porre fine all'insopportabile situazione che vede centinaia di donne in stato di detenzione con figli minori al seguito (solo a Rebibbia sono venti le detenute madri con bambini di età compresa tra 0 e 3 anni) sembrava vicino al parto, quantomeno a Montecitorio.



Era stata fissata infatti per il prossimo 29 novembre la seduta per la discussione della mozione presentata sul punto dal Partito Democratico che, almeno per una volta, avrebbe avuto l'occasione di dimostrare come si può essere conseguenti, con i fatti, ai buoni propositi tante volte manifestati in materia carceraria.

Ma la tentazione di dare un ceffone a Sandro Bondi dev'essere stata troppo forte: certamente più di quella di insistere nella mozione, visto che proprio ieri – pur di riuscire a calendarizzare in tutta fretta la mozione di sfiducia individuale contro il ministro dei beni culturali - il Pd non ha esitato a ritirare il testo sulle madri in carcere.

Tante sono le possibili chiavi di lettura della mossa dei Democratici. E, ognuna, sembra peggiore dell'altra.
Dal punto di vista istituzionale somiglia tanto ad uno sberleffo al Capo dello Stato, che s'era fatto in quattro per far confluire al 14 dicembre le decisioni di camera e senato sulle sorti dell'esecutivo. Strategicamente, inoltre, lo spazio per l'approvazione della mozione contro il ministro pare davvero ristretto: a meno di non voler imputare al povero Bondi tutte le sciagure italiche dal Sacco di Roma in poi.

Ma a lasciare davvero sconcertati è la disinvoltura con cui un Partito che mantiene l'ambizione di definirsi democratico (nel senso, si suppone, di progressista e riformista) non abbia esitato a barattare una lodevole iniziativa parlamentare per tentare di assestare una spallata ad un governo già traballante e comunque atteso ad una prova – quella del 14 dicembre – sicuramente più impegnativa che non quella che ha ad oggetto le sorti del ministro dei beni culturali.

Ma tant'è, con buona pace di chi ancora si illude che il desolante panorama politico italiano riesca ad offrire spettacoli diversi dalla rappresentazione penosa del lancio di pietre che quotidianamente avviene da una trincea all'altra. Sempre, rigorosamente, sulla testa dei malcapitati che di volta in volta si trovano a transitare sul campo di battaglia.
Oggi hanno sacrificato le detenute con i loro bambini, domani si vedrà.


Alessio di Carlo: Dopo una lunga militanza in vari soggetti dell'area radicale ed essere stato iscritto al Partito Liberale, nel 2005 ha aderito al movimento dei Riformatori Liberali di cui ha ricoperto il ruolo di componente del Direttivo Nazionale.Nel 2006 ha fondato – insieme a Mauro Mellini – la testata editoriale on line Giustizia Giusta (www.giustiziagiusta.info ) di cui è tuttora proprietario ed editore.Collabora stabilmente con il quotidiano l'Opinione riguardo a tematiche attinenti la politica e la giustizia.

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2 commenti:

Anonimo,  18 novembre 2010 12:26  

Mi dice un amico dal Veneto che in Parlmento hanno tagliato all'ultimo minuto i fondi per l'alluvione...per inserire i contributici pubblici ai giornali!

Risulta?

Hiei

FunnyKing 18 novembre 2010 12:32  

non lo so ma fosse così è una porcheria

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