lunedì 22 novembre 2010

E finalmente Trichet disse: "Dollaro forte interesse degli USA, Europa e comunità internazionale"

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Guest Post (LEAF)E finalmente Trichet disse: "Dollaro forte interesse degli USA, Europa e comunità internazionale":di Matteo Olivieri

Sui giornali di ieri è stato dato poco spazio ad alcune considerazioni del Presidente della BCE Jean-Claude Trichet espresse in occasione della sesta tavola rotonda delle banche centrali tenutasi a Francoforte (Germania), che - a mio avviso - avrebbero meritato maggiore attenzione. In particolare, il Presidente Trichet si è detto a favore di un Dollaro USA forte, il quale sarebbe interesse non solo degli USA, ma anche dell'Europa e della comunità internazionale.
La sua dichiarazione ufficiale è stata al riguardo: 'We strongly share the view that a solid, strong dollar, credible vis-a-vis the other floating currencies, is very important' (vedi Bloomberg 19/11 'Trichet, Flanked by Bernanke, Says Strong Dollar Very Important'). Similarmente, ad un altro recente meeting 'Journees de L'Eonomie conference' a Lione (Francia) ha affermato: 'I am convinced it's in the interest of U.S. and Europe and international community that we have a strong dollar against other convertible currencies' (vedi WSJ 10/11 'UPDATE:Trichet:Strong US Dollar In Interest Of US, EU, Intl Community'.

Trattandosi di una dichiarazione molto importante, ho provato ad approfondire la vicenda, ma ho trovato solo veloci comunicati stampa. Quello più esaustivo mi sembra l'articolo Reuters Italia del 19 Novembre, che ho deciso di pubblicare per intero.
'Bce condivide posizione Usa su importanza dollaro forte- Trichet': 'FRANCOFORTE, 19 novembre (Reuters) - Il presidente della Banca centrale europea torna sull'importanza che hanno per il vecchio continente le dichiarazioni Usa in materia di forza del cambio, aggiungendo che l'Europa condivide la posizione di Washington sulla necessità di valute più flessibili nei paesi a elevato avanzo commerciale.
In una conferenza stampa organizzata dalla Bce, Jean-Claude Trichet ha modo di rivolgersi direttamente al presidente di Federal Reserve Ben Bernanke che partecipa al convegno.
'Sapete quanto condividiamo la vostra visione sull'importanza fondamentale di un dollaro forte rispetto alle altre principali valute a libera fluttuazione. Siamo d'accordo anche sulla posizione che avete espresso... sui paesi a elevato attivo commerciale con un regime di cambio non abbastanza flessibile' dichiara'.

Si tratta di dichiarazioni per me molto importanti, perchè nel più volte richiamato mio articolo del Maggio del 2005 'The Bug in the European Monetary Architecture: Can a Collapse Still Be Avoided?', evidenziavo tra le possibili cause del collasso dell'architettura monetaria europea, potenziali perdite patrimoniali su titoli obbligazionari statunitensi iscritti come riserve in bilancio e, tra le possibili cure, un apprezzemento (non, un deprezzamento, come molti invece all'epoca sostenevano!) del Dollaro USA....
Ovviamente all'epoca non potevo immaginare che un simile accadimento potesse verificarsi sul serio, ma mi sembrava interessante constatare come nessun Euroburocrate avesse mai preso seriamente in considerazione anche solo questa evenienza.
Non pretendo che il Presidente Trichet abbia letto il mio articolo, da qualche mese peraltro liberamente consultabile online, ma sono felice di constatare come il tempo sia davvero un galantuomo. Così, idee che un tempo potevano apparire alquanto 'bizzarre', oramai trovano pieno riconoscimento nella comunità scientifica ed economica mondiale. Insomma, una vera rivincita morale!
Matteo Olivieri

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1 commenti:

l'autonomo,  22 novembre 2010 13:19  

Non sono assolutamente d'accordo.Altro che dollaro forte,obblighiamo gli sati uniti a rientrare del loro debito attivando un mercato alternativo delle materie prime i euro con l'appoggio della cina e della russia.
Costringeremo così gli stati uniti a diminuire drasticamente le spese militari e a diminuire il potere delle lobby militari ed energetiche.
In tgal modo si potrà dire addio alla nato e alla guerra al terrorismo.
La bancarotta deve colpire la dove si è creato il tumore che corrode il mondo e la convivenza civile tra gli uomini.

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