giovedì 11 novembre 2010

Il Liberale: Liberali un travaglio senza Fini.

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Il Liberale è Alessio di Carlo (breve biografia in fondo al post)

Liberali un travaglio senza Fini di Alessio Di Carlo
A distanza di qualche giorno dal battesimo umbro di Futuro e Libertà, si può provare a fare un bilancio delle tante parole spese e chiedersi se davvero il neo-movimento di Gianfranco Fini, alla vigilia di una ormai inevitabile crisi di Governo
, possa considerarsi un interlocutore privilegiato per la componente liberale del centrodestra: quella componente, è sempre bene ricordarlo, alla quale Silvio Berlusconi si è costantemente rivolto, dal 1994 in poi, per ottenere quel consenso elettorale a cui però non ha mai fatto seguito la realizzazione, nemmeno parziale, dei buoni propositi liberali che avevano accompagnato la corsa al voto.

E, quale possibile cartina di tornasole cui far riferimento, potrà pendersi quella costituita dal tipo di organizzazione che Fli vorrà darsi: se un partito liberale, democratico, aperto alla competizione a partire dalla contendibilità dei ruoli al proprio interno oppure quella organizzazione verticistica, quasi monarchica, cui sia Berlusconi con Forza Italia che Fini con AN ci avevano abituato.

Ebbene, le prime perplessità sono giunte ascoltando Italo Bocchino dichiarare che tutte le cariche del futuro partito saranno contendibili, eccezion fatta che quella di Gianfranco Fini! Ma davvero qualcuno può credere in tal modo che stia nascendo una forza liberale, fondata su principi meritocratici e con meccanismi di democrazia interna?
Mutatis mutandis, se in Italia non sarà discutibile le leadership di Fini, con ogni probabilità il medesimo schema sarà riproposto su base locale o nelle singole organizzazioni?

A dire il vero una prima risposta, e non proprio consolante, si ha dando uno sguardo alle varie associazioni satellite di Fli che, di fatto, rappresentano l'emanazione diretta del loro ispiratore, al punto da immedesimarsi con questi e da non prevedere nemmeno la pubblicazione dello statuto, dei meccanismi interni di funzionamento, di elezione dei dirigenti e delle determinazioni e decisioni vincolanti verso l'esterno.

Obblighi certamente non sanciti dalla legge ma resi quantomeno opportuni dalla coerenza di chi ritiene di voler realizzare un movimento su base meritocratica fondato su una vera e propria competizione delle idee quale base d'ispirazione e stimolo.

L'idea della competizione di idee – anche se un po' vaga – potrebbe perfino risultare suadente qualora si chiarisse che il “primo posto” non è stato già assegnato prima dell'inizio della gara e, più in generale, se si conoscessero, tempi, modi e perfino luoghi della competizione.

Se dunque c'è da compiacersi quando Fini dice"qui nessuno vi chiederà di cantare 'meno male che Gianfranco c'è'", occorre passare dalle parole ai fatti, magari evitando - sempre per restare alle parole - di dire cose come quelle dette da Bocchino.
E, per quel poco che s'è visto, come detto, i fatti non lasciano intendere niente di buono se non l'ennesima riproposizione di una organizzazione autoritaria piramidale che di liberale non avrebbe né forma né sostanza.
In altre parole, dare credito a Fli, oggi come oggi, corrisponderebbe a concederle, se non proprio carta bianca, carta beige.

Alessio di Carlo: Dopo una lunga militanza in vari soggetti dell'area radicale ed essere stato iscritto al Partito Liberale, nel 2005 ha aderito al movimento dei Riformatori Liberali di cui ha ricoperto il ruolo di componente del Direttivo Nazionale.Nel 2006 ha fondato – insieme a Mauro Mellini – la testata editoriale on line Giustizia Giusta (www.giustiziagiusta.info ) di cui è tuttora proprietario ed editore.Collabora stabilmente con il quotidiano l'Opinione riguardo a tematiche attinenti la politica e la giustizia.

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5 commenti:

roberto 67 11 novembre 2010 12:59  

certo che qualche dubbio lo fanno venire, ad esempio, scrivere in grande FINI sul simbolo.... non vuol dire spersonalizzare il movimento

Anonimo,  11 novembre 2010 13:48  

"Ma davvero qualcuno può credere in tal modo che stia nascendo una forza liberale, fondata su principi meritocratici e con meccanismi di democrazia interna?"

Se uno crede che un qualsiasi partito possa esserlo e crede nella democrazia rappresentativa, può credere a qualsiasi cosa.

Hiei

giuseppe,  11 novembre 2010 16:41  

beh, in un mondo in cui sempre tutto o quasi é possibile, a volte ci si deve affidare a interpretazioni dei segnali che arrivano.
a mio parere quelle avanzate nell´articolo sono tutt´altro che infondate.
nel mio caso, da semplice elettore, dovendo scegliere tra berlusconi e fini, starei col secondo senza dubbi.
ma al momento di scegliere spero mi si offra altro...

Anonimo,  11 novembre 2010 18:16  

Come dire, tra sedia elettrica e impiccagione, scelgo la seconda, ma spero mi offrano l'iniezione letale... :'D

Hiei

Anonimo,  11 novembre 2010 21:40  

Analisi lucida e condivisibile!Mi viene in mente di trasformare un detto:"Chi va con lo zoppo...impara a zoppicare meglio dello zoppo!".

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