domenica 14 novembre 2010

Le banche ci hanno dichiarato guerra! Forti pressioni sull'Irlanda perché accetti i prestiti della Banca Centrale Europea e dell'FMI.

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Questo blog ha sempre cercato di evitare le iperboli o i titoli ad effetto, oggi facciamo un'eccezione perchè le decisioni che verrano prese nei prossimi mesi dall'Europa politica potrebbero determinare la completa distruzione del nostro modello sociale. Le banche ci hanno dichiarato guerra per difendere i loro utili, se tutti i cittadini europei non prendono coscenza di quanto sta accadendo ci verranno portati via diritti conquistati in un secolo di storia europea. Andiamo con ordine partendo dalla stretta attualità:


Abbiate la pazienza di leggere questo articolo uscito su il SecoloXIX on-line giornale di Genova. Vi è sintetizzato l'essenziale per capire i termini del problema:

Dom. 14 Novembre:  L’Unione europea va in pressing sull’Irlanda affinché il Paese, attraversato da una vera e propria emergenza finanziaria, accetti gli aiuti comunitari ed eviti di scatenare, dopo il caso Grecia, una nuova bufera sull’Europa. Dublino ha così avviato trattative «preliminari» con i rappresentanti europei per l’attivazione del fondo di sostegno creato dall’Unione europea e dal Fmi, che nel caso specifico, dovrebbe attivare una linea di credito compresa tra i 60 e gli 80 miliardi di euro. I colloqui sono andati avanti tutta la notte e hanno visto schierata anche la Bce che, in una conference call avvenuta intorno alla mezzanotte, avrebbe spinto l’Irlanda a cercare aiuto all’estero entro pochi giorni. Così, nonostante le dichiarazioni ufficiali del ministro delle Finanze, Brian Lenihan, che fino a ieri ha definito ipotesi del genere come «senza senso», una richiesta di assistenza da parte di Dublino è, secondo funzionari della Banca centrale, ormai probabile. Con ogni probabilità, il problema irlandese approderà quindi con prepotenza alla prossima riunione dei ministri finanziari dell’Eurogruppo, in programma martedì, mentre anche il Fondo monetario internazionale si dice pronto a fare la sua parte, se e quando Dublino lo riterrà necessario. «Tutti sanno - ha spiegato il direttore generale del Fondo Dominique Strauss-Kahn - che la situazione dell’Irlanda è difficile. Finora non ho ricevuto alcun tipo di richiesta e penso - ha precisato - che possano gestire bene la situazione». Se però a un certo punto, «domani, fra due mesi o due anni, gli irlandesi volessero il supporto del Fmi, saremmo pronti», ha assicurato. Il pericolo che Ue e Fmi vogliono evitare è che l’Irlanda crei un effetto domino nel resto dell’Europa, coinvolgendo altri Paesi a rischio, Portogallo e Spagna in primis. Proprio da Lisbona è infatti arrivato l’allarme lanciato dal ministro degli Esteri, Luis Amado, su una possibile uscita del Paese dall’euro. Se il Portogallo non riuscirà a creare un’ampia coalizione di governo per far fronte alla crisi finanziaria, ha spiegato, potrebbe venire costretto ad abbandonare l’euro. Il Paese è in una «situazione estrema» e senza un compromesso tra governo e opposizione «i mercati potrebbero inevitabilmente costringerci a prendere in considerazione l’uscita dalla moneta unica».

Sia la Banca Centrale Europea che il Fondo Monetario Internazionale (ovvero i massimi esponenti del potere bancario europeo e mondiale) stanno spingendo (SPINGENDO) l'Irlanda ad accetare i loro aiuti sotto forma di prestiti per tamponare la crisi in atto. Perché tanta generosità, perché tutte queste pressioni?

L'Irlanda non ha necessità impellenti di finanziamento, il debito pubblico Irlandese non ha scadenze significative almeno fino a metà febbraio 2011, ci sarebbe tutto il tempo per sedersi intorno ad un tavolo e cercare soluzioni alternative che risolvano le crisi dei debiti europei definitivamente.


Ma, la ricerca di una soluzione alternativa è esattamente quello che le banche, attraverso le loro rappresentanze internazionali, non vogliono. Le banche vogliono il mantenimento dello status quo. Vogliono che i debiti pubblici europei attualmente in essere siano garantiti con i soldi di tutti i cittadini europei, tedeschi, italiani, francesi......: tutte persone che non hanno in portafaglio un solo euro di quelle obbligazioni e che verrebbero chiamate a pagarne gli interessi e il capitale.

Per capire i termini della questione è necessario sapere (e fare sapere a tutti i cittadini) che i grandi creditori dei paesi europei, sono le banche stesse.
Bisogna fare sapere a tutti che la gran parte degli attuali utili delle banche europee deriva dalla differenza fra il tasso di interesse che esse devono pagare alla BCE per il denaro che questa presta loro  (tasso che si aggira circa sul 1%) e il tasso di interesse delle obbligazioni governative in cui le banche - anzichè sostenere l'economia reale - impiegano quello stesso denaro avuto a prestito (tasso che varia dal 2,5% al  11%).


E' ovvio che se l'Europa politica dovesse decidere di attivare quel meccanismo permanete di risoluzione delle crisi finanziarie prospettato da Francia e Germania che prevede allungamenti delle scadenze e/o tagli ad interesse e capitale  dei titoli di stato dei paesi in crisi, il settore più colpito sarebbe quello bancario.

Facciamo un passo indietro
Torniamo per un attimo nel pieno della crisi finanziaria e cioè, torniamo all'inizio del 2009, quando il sistema valutario e finanziario mondiale furono sull'orlo del collasso. Uno scenario in cui borse, sportelli bancari, bancomat avrebbero potuto rimanere chiusi a tempo indefinito, i supermercati rimanere vuoti e il caos sociale esplodere dalla sera alla mattina. Gli interventi pubblici di salvataggio del sistema bancario in quello scenario sono stati giusti, tali interventi da un lato hanno stabilizzato il sistema, dall'altro come ovvio hanno caricato di debito fino all'insostenibile i gli stati sovrani.

Torniamo al presente, oggi lo scenario almeno in europa è molto diverso, le banche sono tornate a fare utili, quelle più malandate sono state nazionalizzate e anche se a valori (di borsa) ben più bassi, il sistema finanziario ha trovato un nuovo punto di equilibrio.

Rimane non risolto il nodo principale: come affrontare l'eccesso di debito che, per decisione politica, è stato trasferito dal sistema privato ai debiti pubblici. Ebbene la proposta Franco-Tedesca che, attraverso una decisione politica, vuole fare pagare al sistema privato almeno parte del debito pubblico europeo attraverso un meccanismo di ristrutturazione, appare sensata e sacrosanta. Ma come ovvio ai Bankster questa soluzione non va bene.

I bankster vogliono il loro premio di fine anno, ancora sciaguratamente legato all'utile della banca che gestiscono: che siano i cittadini europei a pagare, che vengano tagliati servizi, che vengano alzate le tasse, che sia distrutto il loro potere di acquisto. I cittadini europei devono pagare alle banche il debito pubblico che in larga misura è stato creato per salvarle!! Attenzione qui non si tratta di salvare il sistema, qui si tratta di salvare gli utili delle banche e il bonus dei banchieri. DEVE ESSERE BEN CHIIARO QUESTO PUNTO! 


Ma torniamo a BCE e Fondo Monetario Internazionale, sapete cosa significa salvare l'Irlanda con i soldi di BCE e FMI?
Significa utilizzare fondi - di entità  finanziate con soldi pubblici - per comprare titoli di stato in mano alle banche. Le banche hanno potuto fino a ieri comprarsi BTP Irlandesi magari a 70-80 centesimi e oggi fanno pressioni affinchè gli stessi bond vengano acquistati da BCE e FMI, ovvero con i soldi dei cittadini.

Le banche attraverso la BCE e il Fondo Monetario Internazionale ci hanno dichiarato guerra, cominciamo a difenderci con la conoscenza e chiediamo a gran voce che venga subito istituita una procedura europea per la ristrutturazione dei debiti nazionali.

Su questo argomento Rischio Calcolato consiglia di leggere anche questi due articoli:
Bimbo Alieno: IL tempo vola e il 2013 è dietro l'angolo
Maurizio Blondet (EFFEdiEFFE)E Berlino si scusò con gli speculatori... (articolo a pagamento)
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3 commenti:

Anonimo,  14 novembre 2010 15:40  

La gravità e l'apparente urgenza della situazione irlandese , dici che può essere dovuta a soldi in più che il paese deve fornire al proprio sistema bancario ?
altrimenti è effettivamente inspiegabile che proprio in questi giorni le acque siano in tempesta e che spronino la politica a muoversi ora.
Mia opinione ovviamente, che in realtà servano più soldi per le banche irlandesi non tra un mese ma ora.

Anonimo,  14 novembre 2010 17:40  

Ovvero "come implementare il superstato europeo facista tramite estorsione": terminare il trasferimento di poteri assoluti ai burocrati di Bruxell sotto la minaccia dei loro complici banchieri (nonchè fondatori di quella stessa "Europa" che dovrebbe combatterli) di venir ridotti alla fame e alla miseria - come se politici e governi non fossero stati complici, collusi e conniventi nonchè ben retribuiti per tutto il tempo.

Proprio un bel quadretto.

Hiei

sakura 14 novembre 2010 20:47  
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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