venerdì 5 novembre 2010

Ondate di liquidità si infrangono su un muro di Berlino

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Guest Post: Ondate di liquidità si infrangono su un muro di Berlino: di Bimbo Alieno


Abbiamo recentamente parlato della capacità comunicativa di Bernanke, del delicato lavoro di indurre aspettative di inflazione atraverso il Quantitative Easing.

Ma ieri ha parlato il suo contraltare, Jean-Claude Trichet, e dalle sue dichiarazioni possiamo trarre interessanti deduzioni:

Trichet non ha criticato apertamente la Fed, anzi se ne è guardato bene, pur spiegando che la BCE perseguirà una strada diversa da quella scelta negli USA. Dunque possiamo aspettarci, tanto per cominciare, che la BCE a breve -diciamo dicembre- potrebbe rimuovere il Long Term Recovery Organisation a 3 mesi attualmente in essere (vi ricordo che a giugno il LTRO era strutturato su un anno e la sua riduzione a 3 mesi ha avviato la fase dei rialzi sui tassi euribor).

La questione sottotraccia è quella della possibile nascita di un Meccanismo Permanente anticrisi interno all’area Euro. Di cosa si tratta?

In parole semplici i Paesi dell’area Euro intendono creare una sorta di fondo permanente che possa soccorrere i Paesi dell’area che si trovassero in condizioni di difficoltà contingenti. Per chi soffre invece di difficoltà strutturali verrebbero disciplinate le regole per un “default ordinato”.

Una spada che pende sul capo della Grecia e dell’Irlanda, in questo momento, e che spiega la forte risalita dei loro CDS negli ultimi giorni.

La BCE è contraria alla creazione di questo meccanismo: oggi la BCE sostiene i Paesi in difficoltà comprando titoli di Stato, ma l’attuazione del meccanismo la costringerebbe nel breve ad intervenire in soccorso delle banche con un impegno maggiore e più rischioso dell’attuale sostegno ai titoli di Stato.

La Germania, economia leader dell’area, ovviamente desidera invece che il meccanismo nasca, per tutelare il cittadino tedesco dai problemi delle gestioni allegre dei Governi periferici.

Trichet dunque lascia passare il Quantitative Easing americano, svalutazione competitiva aggressiva, perché è più importante per lui mantenere lo status quo e spingere per il rigore fiscale e della spesa pubblica nei Paesi membri. Se si mettesse ad inseguire la Fed nel gioco alla svalutazione, sarebbe ancor maggiore la necessità di un Dispositivo Permanente di Salvataggio Europeo.

E così assistiamo alla divergenza di gestione della recovery sulle due sponde dell’Atlantico.

Diversa gestione che, tra l’altro, mostra quanto la BCE riesca ad essere più indipendente della Fed dalla politica:

il QE è stato iniettato non perché manchi la ripresa, ma perché essa non è abbastanza vigorosa. I cittadini o la politica è comprensibile che desiderino una crescita vigorosa, ma la Banca Centrale non dovrebbe preoccuparsi di questo, se per realizzarlo deve mettere in atto manovre troppo accomodanti, col rischio di creare bolle e inflazione concreta (non solo attesa).

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