sabato 27 novembre 2010

A Padova va male..(lettere a Rischio Calcolato)

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Rischio Calcolato continua a pubblicare le lettere che denunciano la situazione di tanti, troppi imprenditori che, ignorati dalla stampa e dalla politica, sono in tale difficoltà da mettere in dubbio la continuità aziendale.Si parla anche di aziende solide, con una storia pluri decennale alle spalle, passate attraverso molte altre crisi, sempre terribili, ma mai come l’attuale.

Volentieri pubblichiamo e, anzi, invitiamo chiunque volesse inviarci commenti sulla sua situazione e su come essa non si rifletta sui media, di spedirli a rischiocalcolato@gmail.com
Dopo: Il Fax non squilla più.

A Padova va male...
Caro Rischio Calcolato
A Padova va male, non passa settimana in cui conoscenti non perdano il posto di lavoro, clienti o fornitori non chiudano per mancanza di ordini o a causa di insoluti che crescono a vista d'occhio.


La frase più ripetuta dai lavoratori autonomi è:"sto lavorando, ma non so se mi pagheranno".
I negozi dove faccio i miei acquisti mi confermano il calo ormai inarrestabile delle vendite, tamponato alla meno peggio vendendo prodotti che costano meno (quindi non fatti in Italia), anche a livello alimentare, tipo tortellini gr 250 a un euro ( i Rana vengono 3,5 euro e restano sugli scaffali).

Poi vedi, può essere che incontri uno e ti dice che a lui le cose non vanno male, lo rivedi 20 giorni dopo e ti dice che è come se avessero staccato la spina.Stessa cosa sta succedendo nello studio dentistico dove lavora mia moglie, nessun problema fino a poche settimane fa.

Adesso molta, troppa gente che non può pagare (finché è una carie da 70 euro va bene, ma stiamo parlando di impiantistica dentale anche da 30/50.000), giornate in cui la sala d'attesa resta vuota o sere in cui alle 17.00 si può tornare a casa (prima invece dovevi litigare per poter andare via alle 21.00 con il dentista che restava anche fino alle 23.00).

Il sistema economico ha iniziato a sciogliersi pesantemente. Nel 2011 si ballerà parecchio. Le mie scorte sono a 18 mesi, ma credo che le amplierò. Avrò anche trovato il Dio che è in me, ma quello che sta fuori vive ancora di cose materiali.

ps se leggete le testimonianze di chi ha vissuto l'assedio di Sarajevo scoprirete che oro e argento non fregavano niente a nessuno, ma per un rotolo di carta igienica o un rossetto portavi a casa anche una settimana di cibo.E poi libri, romanzi di avventura, love story, eccetera ... perchè quando viene giù tutto non hai più tanti mezzi d'intrattenimento.

ciao
Mario B.
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9 commenti:

Anonimo,  27 novembre 2010 17:31  

"ps se leggete le testimonianze di chi ha vissuto l'assedio di Sarajevo scoprirete che oro e argento non fregavano niente a nessuno, ma per un rotolo di carta igienica o un rossetto portavi a casa anche una settimana di cibo."

Dove le troviamo queste testimonianze? Possibilmente con foto dei testimoni perchè uno che in una situazione in cui si muore di fame, al punto che oro e argento non valgono più niente, scambia una settimana di cibo con un rossetto lo vorrei vedere in faccia.

Il discorso aveva anche senso fino a 'sta sparata, comunque non credo che userò le mie misere riserve auree per comprare casse di rossetto, di provviste sì.

Ed essendi procurato tali riserve poco più di due anni fa alle soglie della crisi mi potrò procurare il doppio di provviste che se mi fossi tenuto carta straccia in tasca, come da programma.

E' sempre utile, nota a margine, osservare cosa diceva di oro e argento chi adesso pontifica di economia...può essere rivelatore.

Hiei

Anonimo,  27 novembre 2010 20:04  

mario B. eh...direttamente da IS suppongo.
Ma come non eri uno di quelli che sostenevano che la realtà non esiste e la creiamo noi& minchiate new age associate?

:-)

buon risveglio nel mondo reale

PS: un impianto dentale da 50000 ??? cacchio preferirei di gran lunga una dentiera anche io...



Rasenna

Anonimo,  27 novembre 2010 20:04  

A Trieste sono disoccupati anche i baristi, non accadeva nemmeno in tempo di guerra. Ora gli impiegati comunali sono diventati dei signori. E' impossibile competere con gli Stati vicini che tassano le loro imprese per il 32% e 34% (Croazia e Slovenia). In Austria è il 55% ma senza le tasse sulla mandopera è il 25%. In Germania è il 48%, senza il lavoro è il 27%.

Non esistono più camionisti, il Porto perde traffico e Koper lo aumenta, i fornai si fanno portare il pane dalla Slovenia.

1 pallina di gelato costa 1,2 di qua, 0,20 di là. Il gelataio di là ha la Mercedes.

Se Mario paga il 68% di tasse (Italia) e Peter paga il 34%, (entrambi nell'Euro), Peter può vendere a 5 quello che Mario deve vendere a 10, con lo stesso ricavo. E poi ci sarebbero i costi del carburante, le tasse sulle persone eccetera.

Possibile che non capiscano che il 35% di qualcosa è meglio del 68% di niente?

Sandi

Mario B. 27 novembre 2010 23:21  

@Rasenna
Io sono responsabile per quello che scrivo, non per quello che capisci tu!

@Hiei
Oro e argento se il sistema collassa possono essere un modo per accantonare ricchezza nel lungo periodo, ad esempio per lasciare qualche cosa di tangibile per i propri figli.
Il problema è cosa ti può servire nel breve e poi nel medio periodo: oro e argento nel breve e in buona parte del medio periodo non servono.
Se vai dove raccolgono la frutta o la verdura chiedi se ci sono bosniaci e poi senti cosa ti raccontano.

Anonimo,  27 novembre 2010 23:43  

Se si torna al baratto, come suggerisci, tra la carta straccia e oro e argento tu cosa credi sia meglio avere in tasca?

Quello era il punto, certo se ci si aspetta un collasso completo la priorità sono generi di prima necessità, e a quel punto direi armi e munzizioni anche.

Poi se tu preferisci investire in rossetti, ognuno fa le sue scelte e poi vede se pagano...

Hiei

Mario B. 27 novembre 2010 23:50  

@Rasenna (2)
Almeno sulla dentiera siamo daccordo.
Il punto è che persone con un buon reddito sei/dodici mesi prima decidono di potersi permettere un certo tipo di spese tipo 20/30 e oltre mila euro per rifarsi la bocca.
Magari ti hanno anche dato dei robusti acconti.
Ma poi ti si presentano una mattina e ti dicono che la loro attività va male, in diversi casi perchè pur avendo commesse non vengono pagati.
E' quello che è successo a me (nel mio piccolo) e che mi ha portato a chiudere la partita iva a giugno.
Il fatto che ciò che sta succedendo intorno a me oggi personalmente non mi preoccupa è un altro discorso che chi di voi segue Capretta ha avuto modo di leggere.
Quando io testimonio la realtà padovana lo faccio per quelli di voi che hanno ancora bisogno di guardarsi intorno e trovare risposte.
Beh ragazzi c'è un'unica risposta: il sistema sta venendo giù.

Mario B. 27 novembre 2010 23:59  

A Padova le aste giudiziare di immobili, negozi, capannoni et similia vanno deserte.
Idem quelle per terreni edificabili.
Il Comune di Padova non riesce a vendere suoi beni tipo le quote della Padova Brescia o aree edificabili in zone di pregio.
Tre anni fa non mezzo secolo fa, per quei beni ci sarebbe stato l'assalto.
Senza contare che importanti impresari della zona patavina stanno per saltare trascinandosi dietro decine di piccole e medie imprese che hanno lavorato nei loro cantieri e avanzano soldi anche da due anni.
Nella grande distribuzione il calo di fatturato è a due cifre; cinque anni fa una mia amica si occupava di riempire gli scaffali di un reparto tipo la roba per la colazione.
Oggi gli avanza pure del tempo facendone tre di reparti.

Mario B. 28 novembre 2010 00:07  

Hiei sulla carta straccia siamo daccordo.
Un commerciante di metalli mi ha detto che ci sono singole persone e gruppi che stanno facendo man bassa delle 500 lire d'argento cioè ne comprano migliaia di pezzi.
E non lo fanno solo in ottica di investimento su questo metallo prezioso.

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