sabato 18 dicembre 2010

Balle Spaziali: alcune considerazioni sulla qualità della "ripresa" americana.

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Oggi sfogliando l'aggregatore di notizie mi sono saltati all'occhio 4 grafici , preso dalla curiosità ho cercato in rete qualche conferma ed ecco cosa ne è uscito fuori:

a) Grafici 1 e 2: la velocità media delle navi cargo i cui noli formano il Baltic Dry Index:
Incredibile vero! I vascelli che trasportano container sono stati trasformati in immensi magazzini di merci che viaggiano alla velocità minima degli ultimi anni. Zero Hedge riporta il seguente commento:
We have understood that Chinese cargo ships have been told to proceed at 'wind speed', because of a collapse in US import demand - this is partly visible in the activity amongst Long Beaches shoremen - hence, is this the final proof that the inventory rebuild that drove the recovery in the autumn is OVER? Figure 1 shows the average speed amongst bulk carriers! Bulls - Watch Out!
 Alle navi cargo Cinesi è stato ordinato di procedere alla velocità del vento (la velocità minima ottimale per consumare meno carburante possibile, il modo più efficiente di trasportare merci se non hai nessuna fretta di consegnarle). I principali destinatari delle merci cinesi sono ancora (e di gran lunga) i consumatori americani, questo significa che gli inventari nei magazzini a terra sono pieni, e che non sono necessarie nuove merci.
A conferma di questo grafico ho voluto dare un occhiata al Baltic Dry Index e...sorpresa, il principale indice dei prezzi dei noli è ai minimi relativi e continua a scendere:
(occhio che il grafico non è aggiornato sull'ultimo dato di 1999!!!!.)

 Se mettiamo insieme i dati di velocità di cabotaggio e prezzi dei noli...beh forse il consumatore USA non è più quella forza trainante che vogliono farci credere con i dati "ufficiali" sui consumi negli Stati Uniti. In particolare il 14 di Dicembre scorso sono usciti i dati ufficiali sui consumi al dettaglio più il cibo, il dato è stato un eccezionale +1,2% che ha riportato in valore assoluto i consumi (retail + cibo) a stelle e strisce vicino ai massimi di sempre.
b) Grafico 3:

L'ottimo Dshort ha mostrato come, se si aggiustano i dati includendo inflazione e aumento della popolazione in Usa si ottiene la seguente figura:
c) Grafico 4:
Tutta una altra cosa vero, il grafico elaborato da Dshort tiene conto dell'aumento della popolazione USA del 22% e del tasso di inflazione cumulato dal 1992 a oggi (37%).

Rischio Calcolato  ha solo un ulteriore notazione da fare, troviamo molto anzi troppo strano questo totale scollamento fra i dati dei noli/velocità delle navi cargo rispetto al prodigioso recupero dei consumi negli stati uniti. Non ci convince il ragionamento fatto dal bravissimo Dshort. E' più semplice che fra il grafico 1(e 2) e il grafico 3 qualcuno stia sparando una grossa balla. Indovinate chi?
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4 commenti:

Anonimo,  18 dicembre 2010 21:40  

dall'ultima revisione del gdp usa , veniva fuori che a creare una rilevante componente erano gli accantonamenti . ricordo bene ?
inoltre questo sarebbe un tipico segnale che anticipa non dico una contrazione ma almeno un rallentamento sensibile.

FunnyKing 19 dicembre 2010 08:12  

Vuoi dire scorte immagino?

Anonimo,  19 dicembre 2010 10:29  

esatto, scusa .

Anonimo,  19 dicembre 2010 15:56  

Il Baltic è veramente spaventoso.

Comunque provo a dare alcune spiegazioni plausibili.

Il Baltic è un indice globale laddove l'indice dei consumi statunitense è...statunitense.

Probabilmente ci sono altre aree del mondo che hanno messo i freni sulla domanda. Io scommetto che sia l'Europa e forse qualcun altro che inizia con la c...ma non mi azzardo ancora a nominarlo.

Le navi non hanno solo bisogno di andare piene ma hanno anche bisogno di tornare piene (nessun armatore reggerebbe con un 50% dei viaggi vuoti...spiegando all'estremo, ovviamente).

Sarebbe interessante sapere quale sia il tasso di congestionamento dei porti di Long Beach, Rotterdam, Shangai e Singapore.

Se i miei sospetti sono corretti, Long Beach e Singapore sono intasati mentre Rotterdam è vuota e a Shangai ci sono spazi che non si vedevano da tempo....

Aggiungo un altro elemento. E' molto importante poter estrapolare i noli delle navi porta-carbone e porta - granaglie (in genere break-bulk) da quelle container. Se i noli puramente container sono in ribasso mentre i break-bulk sono stabili o addirittura salgono ci sarebbero ulteriori elementi per confermare la mia tesi.

Si aggiunga che il prezzo del petrolio non ha aiutato molto negli ultimi tempi...velocità ridotte, ridotti consumi...con prezzi di nolo che si alzano dovuti ai bunker surcharge.
Sono invece abbastanza sicuro che il cambio del dollaro non abbia influito molto negli ultimi mesi...a meno di insurance varie vs volatilità.

ciao
azimut72

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