giovedì 2 dicembre 2010

La via europea.

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Come promesso torniamo sulla odierna conferenza stampa dei J.C. Trichet anche perché a nostro modesto parere sono state chiarite una volta per tutte alcune cose molto interessanti, in sintesi cosa ha detto Trichet:

-La crisi NON è alle nostre spalle.
-Non ci sono rischi di inflazione nell'Eurozona
-Alcuni paesi europei "non sono lontani dall'orlo del burrone" (questa ce la siamo segnata, rileggetela con calma e fateci quale è la distanza dall'orlo, cosa è l'orlo e cosa potrebbe esserci in fondo al burrone.... e in tutto questo dove sarebbe la Grecia?)
-La BCE continuerà a  a fornire liquidità alle banche attraverso delle aste di liquidità a 3 mesi a tasso agevolato (circa l'Euribor a 3m), chiamate LTRO (longer-term refinancing operations). Tali aste avranno dimensione illimitata.
-La Bce continuerà nel programma di acquisto di bond europei con annesso meccanismo di sterilizzazione (si consiglia vivamente di leggere questo articolo per comprendere il meccanismo e le sue conseguenze). E lo farà senza alcun limite massimo. 
-"La BCE NON FA QUANTITATIVE EASING!!" ("virgolettato, letterale" cosi parlò il presidente della BCE e mettiamoci una pietra sopra una volta per tutte!...almeno fino alla prossima conferenza stampa.)

Ecco qui, questo il succo delle decisioni prese dalla banca centrale, il fatto che i tassi di interesse rimangono al livello attuale (minimo) è solo un dettaglio marginale e di contorno.

Commento a freddo: La Bce, e non poteva essere altrimenti,per ora sceglie l'opzione Businnes as usual , confidando negli "aggiustamenti di bilancio" dei vari paesi in crisi. Nessun accenno alle conseguenze sociali ne alla reale possibilità per i vari governi di fare digerire davvero ai cittadini programmi fatti di tasse e tagli come il vecchio continente non aveva mai visto in periodo di pace. E' probabile, visti i prodigiosi recuperi dei debiti sovrani periferici (l'Italia ha chiuso con uno spread sulla Germania di 148bps...da 219!) che la BCE sia già intervenuta pesantemente sul mercato, lo sapremo con l'asta di sterilizzazione che avrà luogo martedi' prossimo.

Ad ogni modo, la palla ora passa dai palazzi ovattati dell'Unione al tavolo dei governi di Irlanda, Spagna, Portogallo e  Grecia. Se uno solo dei parlamenti coinvolti non dovesse riuscire ad approvare le misure di bilancio in programma, saranno guai seri perchè non è stato previsto un piano B. Se anche ci dovessero riuscire la crisi sarebbe solo rimandata. Ma questa è un altra storia.
Stay tuned...

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