Indice ECRI

Nota: i dati dell'indice sono aggiornati ogni Venerdì alle 16.00.

Premessa: l'ECRI è un Leading Indicator, ovvero è la misura sintetica di alcune specifiche attività economiche che predice (o cerca di farlo) lo stato di salute di un economia  (in questo caso quella americana).

Il calcolo dell'ECRI è complesso ma semplificando si può dire che tiene conto di 6 componenti:
1) Aggregati monetari (Money supply). Gli aggregati monetari misurano l’offerta di moneta esistente in un determinato momento nel sistema economico.
2) Il JoC (Journal of Commerce)-ECRI Industrial Materials Price Index che fondamentalmente tiene conto del prezzo delle materie prime.
3) L’attività nel settore immobiliare (Prezzi, vendite ecc..).
4) Misurazioni di vario genere fatte sul mercato dei Bond.
5) Performance degli indici azionari.
6) Performance del mercato del lavoro.
In pratica l'ECRI è un indice piuttosto “completo” che tiene conto dei più importanti fattori che possono influenzare la crescita dell’economia.
Perché l’indice cresca/cali ovviamente non è sufficiente che cresca/cali uno solo dei componenti; bisogna avere una crescita/calo complessiva o almeno della maggior parte dei suoi componenti. Un esempio chiaro di questo è quello di luglio 2010: Ad un forte aumento della componente azionaria non è corrisposto un aumento dell’ECRI. Anzi si è avuta una forte contrazione segno che negli altri settori si è avuta estrema debolezza. (fonte: CSI finanza)

L'indice ECRI è normalizzato a zero, idealmente quando è sopra la parità indica espansione quando e sotto la parità indica contrazione,una delle cose più interessanti dell'indice ECRI è che nella sua lunga storia (viene pubblicato dal 1965) tutte le volte ha raggiunto un livello di -10 dopo pochi mesi l'economia americana è andata in recessione (vedi immagine)
Nell'immagine le strisce verticali grigie indicano recessione (ovvero due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL americano), è  impressionante notare quante volte ad un ECRI significativamente negativo è seguito almeno un forte rallentamento del PIL. Tutte le volte che l'indice ECRI è andato sotto la soglia di -10 c'è stato un periodo di recessione.

La situazione corrente
L'indice Ecri è andato sotto -10 alla fine di agosto 2010 rimanendoci per 3 settimane, la domanda ovviamente  è se questa volta sarà diverso. Molti blogger e analisti fanno notare (con ragione) che non c'è mai stato fino ad ora un intervento monetario così  massiccio da parte della FED e che quindi potremmo essere di fronte ad un falso positivo (nell'indicare recessione imminente).

Rischio Calcolato non ha un idea esatta sulla questione, il problema risiede nel fatto che è difficile calcolare di quanto la FED sia intervenuta in termini di tasso di interesse, ovvero quanto pesi la manovra di Quantitative Easing in termini di taglio reale dei tassi (che di fatto sono stati portati a negativi):
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In questa immagine è possibile notare di quanto la FED sia sempre intervenuta nel tagliare i tassi a seguito di una recessione o di rallentamenti dell'economia, ad esempio nella recessione a cavallo del 1990 la FED tagliò il tasso ufficiale di sconto di circa il 6%, durante questa  Grande Crisi i tassi sono stati portati dal 5.25 a 0.25 il minimo possibile, poi si è proceduto a stampare moneta per acquistare asset tossici e T-bond: E' molto difficile quantificare l'impatto di queste ultime misure non convenzionali in termini di taglio ulteriore dei tassi e sopra a tutto appare difficile stimarne l'impatto distorsivo sugli aggregati che compongono l'indice ECRI.

Detto questo, Rischio Calcolato tende a pensare che le capacità predittive dell'indice ECRI siano rimaste intatte nella sostanza, forse ci vorrà un trimestre più del necessario perché trovino conferma nella realtà.
 
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